Il mito della vita e l'utopia sociale nella Nuova Colonia di Pirandello

by Anna Meda
Citation
Title:
Il mito della vita e l'utopia sociale nella Nuova Colonia di Pirandello
Author:
Anna Meda
Year: 
1993
Publication: 
Italica
Volume: 
70
Issue: 
3
Start Page: 
347
End Page: 
360
Publisher: 
Language: 
English
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Abstract:

11 mito della vita e l'utopia socia1e nella Nuova Colonia di Pirandello

ANNAMEDA

a nuova colonia (19281, il mito sociale di una trilogia che comprende-vcom'e noto-anche il mito religioso e quello dell'Arte, ha in comune con gli altri due il tema della disfatta proprio di cibsocieta, religione, arte -che a prima vista sembrerebbe essere I'oggetto dell'azione mitopoietica. In effetti, proprio attraverso I'utopia sociale destinata a irrimediabile fallimento (La nuova colonia), la bigotteria religiosa anch'essa foriera di disastri (Lazzaro), e il travisamento della funzione redentrice dell'arte da parte dei suoi "servi fanatici' (1Giganti della Montagna), Pirandello sembra voler indicare con i suoi tre miti altri valori che derivano illoro senso universale da quegli "archetipi che son dati al genere umano per guida e freno dei sentimenti" (Saggi 1189). Nella Nuova colonia in particolare al crolla dell'utopia sociale si contrappone I'archetipo della vita, appunto, nella figura numinosa della Madre con il figlio.
L'isola come simbolo di rinascita

L'isola che accoglie i nuovi coloni eun'unita a se, un microcosmo, un universo di vita chiuso in se stesso e dotato di un'intrinseca autonomia. La scelta dell/isola come luogo in cui ambientare il dramma non e quindi solo dovuto a criteri di credibilita e di plausibilita per I'esperimento utopico, ma anche e soprattutto per il suo alto valore emblematico, come territorio dal pieno statuto mitico pur essendo posto in un contesto contemporaneo, perche contiene in se la possibilita di essere fuori dal tempo e dal flusso della storia.

Lapotenzialita mitica dell'isola rispetto alla citra di mare sulla terraferma, dunque, ne fa la sua alterita positiva. La citra, infatti, rappresenta per i personaggi del dramma una vita resa inumana dalla miseria e dallo squallore in cui vivono, la necessita per sopravvivere di un lavoro che non pub essere che disonesto, I'ingiustizia di essere bollati per sempre e la conseguente emarginazione. L'isola, per contro, con la sua natura incontaminata e la sua terra vergine contiene la

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promessa di una vita sana, all'aria aperta, secondo i cicli naturali delle stagioni, nella bellezza pura e semplice di cielo, mare e terra ancora armoniosamente fusi in un felice equilibrio, In questo contesto naturale, che sembra possedere il pristino senso di sacralita della vita, agli uomini di buona volonta e possibile dare inizio ad una nuova esistenza, i cui requisiti siano quelli a loro negati dalla societa della terraferma: un lavoro onesto e basato sulle capacita ed abilita di ciascuno, una fondamentale equita che garantisce ad ognuno l'appoggio del gruppo in cambio del proprio lavoro e, fondamentale, la responsabilita per le proprie azioni che restituisce il senso del valore e della dignita individuali. Nell'isola dal carattere edenico puo nascere, quindi, oltre che il nuovo individuo al meglio delle sue possibilita, anche l'utopia sociale di una comunita che, in quanta somma di tali nuovi individui, ne enfatizza la carica positiva tesa alla realizzazione del meglio di se.

Ma l'isola non esolo un Eden; possiede anche, come d'altra parte il paradiso terrestre originario, la sua faccia buia, di pericolosa minaccia. Se da una parte essa, infatti, rappresenta il rifugio, la protezione e la potenzialita di una vita nuova, dall'altra significa anche sacrificio, rischio e possibile morte. Tra le azioni degli uomini che I'hanno scelta per illoro insediamento e la potenzialita di rovina e di morte dell'isola stessa sembra anzi che esista fin dall'inizio un legame diretto e quasi magico di interdipendenza.' Tale legame, che sembra del tutto forzato ed arbitrario a livello superficiale del testo, diventa invece molto piu plausibile quando si esplorino le implicazioni archetipiche dell'isola, della nuova comunita che vi si installa e della figura della Madre.

Cia la natura stessa dell'isola con le sue ambivalenze -da una parte Eden felice, bella, ferace, pulita, pescosa, dall'altra luogo di pena, isolata, chiusa su se stessa, pericolosa-ne rivela il carattere archetipico di fondo: la sua appartenenza al contesto del femminino. Come la Madre archetipica essa nutre, protegge, incanta ma anche potenzialmente fagocita e distrugge. L'isola archetipicamente e "I'immagine tipica della donna, della vergine, della madre" e "la vocazione dell'esilio insulare non sarebbe che un «complesso di rifugio» sinonimo di ritorno alla madre't.? Inoltre I'isola, in quanto luogo chiuso in se,possiede 10 stesso carattere sacro che ha ogni luogo caratterizzato, appunto, dalla sua chiusura e completezza secondo il simbolismo chiamato "amniotico" da Durand (247).

Visto in questa luce anche il viaggio per mare sulla barca-culla di Tobba (cosi malridotta e cosi fragile sul mare profondo da lasciar intuire quanta difficile e rischiosa sia ogni nascita]" acquista il valore emblematico di una riscoperta in se del senso sacrale della vita primigenia, della necessita di guardare in se stessi, di indagare nel proprio inconscio personale e collettivo alla ricerca appunto di quegli archetipi sopra citati e che Pirandello stesso gia nel "Taccuino di Bonn" scritto negli anni 1889-1893 aveva indicato come gli unici atti a guidare l'uomo e a £renarne i sentimenti (Saggi 1189). L'approdo all'isola dopo il viaggio in mare, quindi, si qualifica sempre piu, secondo tale prospettiva, come una vera e propria rinascita nel materno. IImotivo della rinascita esplorato nella Nuova colonia, d'altra parte, non esoltanto sociale ma anche individuale e si ancora significativamente all'immagine di grande numinosita dell'isola-madre.

Ciascuno dei nuovi coloni, abbandonando la terra£erma, ha portato con se i propri sogni e le proprie debolezze individuali. In e££etti, a ben guardare, ciascuno trova nell'isola cio che aveva gia in se e che nell'ambiente oppressivo della terra£erma non aveva sempre potuto mani£estarsi. Equindi anche in questo senso che si e prima parlato di rinascita individuale, come verifica delle proprie intrinseche potenzialitao

Nel nucleo sociale nascente £ormato da questo gruppo compaiono allora ben presto le prime istanze dei grandi concetti dell'umanita: 10 stato, le leggi, illavoro organizzato, la proprieta, il possesso, il potere, il privato e il pubblico, non piu come entita astratte e subite, ma come dibattito e scontro reale del vivere comune. E con essi a£fiorano, pronti a scatenarsi, gli egoismi, la disonesta e 10 scontento di coloro che non vogliono 0 non possono cambiare, adattandosi e COS! ricreando una propria diversa realta. Per loro, come dice Crocco "con scherno", l'isola felice, si rivelera essere invece "la colonia dei liberi coatti!" (1099) e l'utopia sociale sara destinata a £allire, perche in quanto utopia non ammette incrinature, mentre invece la realta sociale dei primordi nel pensiero pirandelliano pub solo essere il risultato di "barbarie" e di una "liberta senza £reni e feroce':" e l'uomo prima che un essere sociale e sempre e soltanto un individuo in preda a brame e a necessita che spesso non coincidono con quelle comuni. Piu che una dichiarazione sulla societa, quindi, La nuova colonia e la denuncia dell'incapacita dell'uomo di superare i propri limiti individuali indirizzando le proprie energie vitali verso un unico congiunto fine.
11 capo, i1 vecchio saggio e 1a madre

La dinamica pro£onda della tabula del mito pirandelliano s'incentra sul rapporto archetipico, e percio transpersonale, tra Madre e Padre, quest'ultimo nei due aspetti di Capo e di Vecchio Saggio. Tale rapporto, che nell'opera si concretizza e si personalizza nei personaggi della Spera, di Currao/Crocco e di Tobba, si sviluppa attraverso varie £asi, tutte pero all'insegna del regno dei Padri: dalla primitiva accettazione passiva da parte della Spera dello stigma di prostituta, alIa spintaliberatoria verso una nuova vita che da lei si propaga e coinvolge anche gli altri emarginati, dalla temporanea ed armoniosa accettazione e dal rispetto reciproci nell/isola al prevalere finale della ferocia maschile, siacollettiva che privata, che si conclude con la distruzione di tutti, tranne che della Madre e del flglio, con un ribaltamento drammatico dei valori culturali patemi e I'affermarsi assoluto del Femminile. Particolannente significativo al fine di chiarire il rapporto Padre-Madre eil modo in cui esso si configura nel dramma tramite i principali personaggi.

Nel microcosmo patriarcale dell'isola non poteva che svilupparsi una struttura sociale piramidale sotto la guida di un capos e Currao e il capo naturale grazie alle sue doti innate di determinazione, ambizione ed intelligenza. Da sempre egli ha affermato la sua diversita e la sua superiorita rispetto agli altri. Currao capisce il senso e I'utilita della legge e dell'ordine sociali basati sull'interesse comune. Lanuova vita non signiflca per lui mettersi fuori da qualsiasi legge come vorrebbe Crocco, ma piuttosto farsene una propria che meglio soddisfi il suo senso di giustizia e, proteggendo se e gli altri, gliene porti il rispetto. II principio di autorita, che e parte integrante del complesso del Padre, gli viene spontaneo anche perche egli e I'unico uomo del gruppo ad essere non solo padre ma anche gia a capo del proprio nucleo famigliare. In questo senso non ha tutti i torti Crocco quando, volendo sminuire il suo prestigio di capo, gli rinfaccia di esserlo solo perche e I'unico a possedere I'unica donna. E nonostante Currao rifiuti con disdegno tale insinuazione, ne dimostrera poi coi fatti la validita col preferire alla Spera come moglie Mita che, oltre a gioventu ed illibatezza, porta con se nel patto matrimoniale anche una condizione sociale superiore e ricchezza e, pertanto, il potere che va con esse.

Quale capo Currao legifera, guida e controlla il gruppo, in altri termini funziona a tutti gli effetti, in termini psicologici, come la coscienza del gruppo stesso, come sottolinea Neumann a proposito del contributo maschile alIa "costruzione della cultura": "L'orientamento maschile tende a un [...]coordinamento dello spirito, dell'Io, della coscienza e della volonta. Proprio perche il maschile trova se stesso e la sua essenza autentica nella coscienza, mentre dovendo necessariamente sperimentare I'inconscio come femminile, 10 sente come qualcosa di estraneo, 10 sviluppo della cultura maschile significa sviluppo della coscienza. [...]IIgruppodegli uominieilluogoincuinascono non solo la coscienza e la 'maschilita superiore', ma anche I'individualita e I'eroe"." In questo senso si ritrova, quindi, anche in Currao I'immagine archetipica dell'Io come eroe, in cui s'incarna la spinta della coscienza ad una progressiva conquista della propria individualita e consapevolezza di se contro le forze della regressione e del caos, che nel dramma sono impersonate da Crocco, Papia, Padron Nocio e dai coloni ribelli a Currao ed al nuovo ordine della colonia, su cui tomeremo tra breve.

Nella ricostruzione di una struttura sociale per la nuova colonia, tuttavia, si affianca alla forza ed alla determinazione di Currao, la serena saggezza di Tobba, che nella sua figura di Senex rappresenta il principio spirituale superiore maschile per eccellenza, come in poche parole riassume lui stesso a Currao: "Che vuoi che importi pin a me dei miei diritti sulla terra? io guardo il cielo, 10 sai" (1124).

In Tobba, con il suo costante appellarsi ad un principio morale superiore come punto di riferimento per I'uomo, si manifesta pienamente I'archetipo del Vecchio Saggio, che a sua volta rimanda alla figura dello spirito per eccellenza, il Grande Padre, Dio.

La natura illuminante e luminosa dell'archetipo del Vecchio, portatrice di riflessione, saggezza e prudenza, viene pienamente resa da Pirandello nel personaggio di Tobba non solo nel suo comportamento ma anche a livello di linguaggio. Nell'eloquio di Tobba, infatti, si nota un accumulo di riferimenti al cielo, alla luce, al sole, tutti elementi propri del principio solare della coscienza e del divino. Affiancato a Currao, Tobba rappresenta dunque il perfetto binomio del potere e dell'autorita patriarcale nella sua forma pin elevata e spirituale di coscienza morale.

Indispensabile alla completezza dell'archetipo del Padre-esplorata con tanta perspicacia da Pirandello in questo dramma-eil suo volto fosco, terribile, che si manifesta nel carattere ribelle, anarchico, immorale e sregolato di Crocco, I'alter ego negativo di Currao, vera e propria Ombra del principio di coscienza e di elevatezza morale." Di Currao possiede la stessa vivacita intellettuale, la stessa brama di potere, la stessa capacita di porsi a capo degli altri uomini, ma se ne differenzia nettamente per la mancanza di qualsiasi principio morale e di qualsiasi rispetto per la legge umana e divina. Non possedendo un punto di riferimento interiore di tipo etico 0 spirituale, e totalmente preda dei suoi istinti, che si convogliano soprattutto verso il sesso e il potere, rivelando la valenza ctonia del Padre Terribile.

Spiega a tal proposito Neumann: "11 Maschile Terribile non agisce solo come un principio disgregatore della coscienza, ma soprattutto come un principio che la fissa in una direzione sbagliata. Esso impedisce I'ulteriore sviluppo della coscienza egoica e mantiene saldamente in vita I'antico sistema di coscienza" (170). Come padre spaventoso si oppone ed antagonizza I'eroe. Inoltre, la sua aggressivita, fallica, istintiva e incontrollabile, tende a castrare I'eroe, impedendogli di divenire se stesso come entita spirituale." Ritroviamo in questa descrizione del Padre Terribile archetipico tutti i caratteri che Pirandello ha attribuito al personaggio di Crocco, che non solo si oppone a Currao convilta fino a volerlo far incarcerare innocente sulla terraferma, ma poi sull'isola fin dall'inizio trama contro di lui e, quando costretto a ritirarsi, fugge per tomare, pero, con altri coloni, cioe degli esponenti del vecchio sistema che disgregheranno totalmente la nuova colonia portandola alla completa rovina. In tal senso, quindi, la prigione in cui Crocco cerca di far finire Currao nel primo atto, oltre che illustrare il carattere perfido del personaggio, e anche altamente emblematica del potere imbrigliante del Maschile Terribile per la coscienza, che Currao in quanto eroe archetipicamente rappresenta. Crocco, dunque, pur avendo fatto suoi a livello personale certi aspetti della mentalita patriarcale che ha assorbito dall'ambiente culturale in cui vive, si colloca tuttavia, sul piano archetipico, nell'ambito d'influenza della Grande Madre per le sue caratteristiche ctonie.?

11 patriarcato COS! come si manifesta nel microcosmo dell'isola, dunque, non euna compagine unica ed omogenea, ma ediviso da tensioni profonde. Questa, che di per se e una situazione pericolosa ma non fatale, potrebbe in effetti portare, tramite il superamento delle difficolta, ad un accomodamento (che in senso psicologico si risolve sempre in un allargamento della coscienza dopo un'irruzione di materiale inconscio}, cosa che infatti potrebbe avvenire con l'accordo tra Currao e Padron Nocio ed il ripristino dell'ordine e l'elaborazione di un nuovo sistema che accomodi le necessita ed i bisogni di tutti, nuovi e vecchi coloni. Ad impedire che la situazione si sviluppi in tale direzione subentrano, pero, altri eventi che hanno alloro centro la figura della Madre.

La Spera, pur non essendo l'unico personaggio femminile nella Nuova colonia, riassume in se tuttavia l'essenza della femminilita in tutte le sue sfaccettature di donna, amante, madre, santa ed etera. Per questa ragione e, dunque, un personaggio metamorfico, un "coagulo di funzioni simboliche", come asserisce Puppa, 10 la cui polivalenza, d'altra parte, rientra pur sempre nel grande archetipo della Madre.

Purfacendo sua la mentalita patriarcale, LaSpera in varie occasioni ha modo di affermare un suo diverso modo di essere e di percepire se stessa ed il senso della vita rispetto al gruppo maschile, asserendo la propria indipendenza nei confronti del paternalismo di Currao e degli altri e rifiutando di essere considerata un puro oggetto di cui I'uomopadrone dispone a piacimento. In altri momenti, affiorano nel dialogo spunti rivelatori del suo modo tutto femminile di porsi di fronte ai grossi problemi che si presentano alla nuova comunita. Nel dibattito sullaproprieta privata e sul diritto dell'individuo di autodeterminarsi, che ha come principali protagonisti Currao e Crocco, e che viene posto da questi soprattutto in termini di lotta e di predominio del pill forte, La Spera cerca invece di portare avanti un suo discorso-che resta inascoltato -, in cui prevalgono altri valori: la necessita di cambiare, liberandosi dai condizionamenti culturali della societa e di annullare il proprio ego, piccolo e limitato, per accogliere invece gli altri in noi:

Nessunodinoi pubesser tutto,sepoicisonoglialtri.[...Jc'eunmodo, si, d'esser tutto per tutti, e sai qual e? Quello di non essere piu niente per noi. [...J Stringi Ie mani per prendere, prendi poco, sempre, se Ie apri per dare e accogli tutti in teJ prendi tutto, e Ia vita di tutti diventa tua (1099).

Prima di essere la sublimazione di un elevato principio cristiano, I'asserzione della Spera rivela anche e soprattutto I'aspetto fondamentale dell'archetipo della Grande Madre benefica di tutte le creature, che non conosce sulla terra le divisioni della proprieta e da tutto di se per riaccogliere tutto in see La trasfigurazione fisica della Sperasottolineata da Pirandello nelle didascalie del primo atto e nelle battute dei personaggi-e una riprova del profondo cambiamento interiore che eavvenuto in lei e che ha toccato tutta la sfera del suo essere. Questo e potuto avvenire per lei, attingendo a quella fonte inesauribile di saggezza originaria e a quella capacita di profonda rigenerazione che sono costitutive dell'archetipo del Femminile nei suoi due aspetti complementari di Grande Madre e di Sofia, la "totalita spirituale femminile [...], che governa la trasformazione dallo stadio elementare sino allo stadio spirituale".11

In questa luce, si rende possibile un ulteriore paragone tra La Spera ed i suoi compagni: mentre lei si e liberata, trasformandosi, dai condizionamenti sociali attingendo in se stessa alle fonti pill autentiche del proprio essere femminile, gli uomini invece hanno ricostituito, coerentemente con il carattere archetipico maschile, la nuova societa sugli stessi principi culturali che avevano abbandonato ma migliorandoli nel senso di una maggiore giustiziaglobale edell'affermazione della responsabilita del singolo all'interno della comunita. Entro questi canoni la percezione fondamentale della donna, nell'alterita di santa 0 di prostituta, non e cambiata, ne sarebbe stato possibile, d'altronde, in una societa patriarcale. Sottolinea infatti Neumann a proposito dell'atteggiamento di fondo antifemminile delle societa maschili: "L'associazione maschile crea SI anche una comunita dei membri tra di loro, ma tale comunita eintesa appunto a dar sostegno al carattere individuale, alla maschilita e alla preminenza dell'Io. Per questo essa favorisce la formazione del tipo del leader e dell'eroe. L'individualizzazione, la formazione dell'Io e l'eroismo sono indissociabilidalgruppomaschileederivanodai suoitipici modidivita. [...] II gruppo femminile, la donna e il sesso quale rappresentante principale delle costellazioni istintuali inconsce che vengono appunto eccitate dal femminile, costituiscono la zona di pericolo, il 'drago da superare' ".12

Con questo si spiega anche la condizione sottoposta, vilipesa e 01traggiatadella Spera eI'altrimentiingiustificabilevoltafaccia nei suoi confronti proprio da parte di chi aveva pin beneficiato delle sue cure e della sua dedizione disinteressata. Cio che fara ribaltare completamente la situazione, non sara tuttavia il rinnovato svilimento del Femminile anche nella nuova societa dell'isola sul modello che si voleva abbandonato della terraferma, ma l'attacco alla sua pin vera ed autentica essenza: la maternita. La catastrofe avverra, infatti, quando il controllo patriarcale sulla propria prole verra esercitato dal padre, che con la violenza tenta di strappare il figlio alla madre. Eindicativo che sul principio di tale controllo entrambi, Currao e Tobba, assumana 10stesso atteggiamento. Anche Tobba, infatti, pur essendo il rappresentante dei valori spirituali pin elevati del patriarcato, epur sempre un Padre, a cui sta a cuore sopra ogni cosa il futuro dello Stato, e come tale non puo che sosteneme la legge che sanziona la potesta paterna sul figlio. Identica ela mentalita della folla, davanti alla Quale avviene il tragico scontro tra Currao e La Spera, e che urlera il giudizio collettivo: "Eindegna di tenerlo! -Se vuol rimettersi a fare la sgualdrina! Al padre! al padre!" (1157), ribadendo oltre tutto anche la convinzione che alla Spera, abbandonata ora dal suo uomo che facendola sua l'aveva elevata a donna 'onesta', non resti pin altra possibilita che tornare ad essere la donna di tutti.

II gesto di Currao, in cui converge la volonta dell'intero gruppo, di strappare il figlio dalle braccia della Madre, ealtamente emblematico della mentalita patriarcale nei confronti della Madre, ai cui valori di vita oppone quelli di dinastia, potere e Stato. Alla Madre, allora, sola contro tutti non resta che il gesto disperato e, quando infine "la terra veramente, come se il tremore del frenetico, disperato abbraccio della Madre si propagasse a lei, si mette a tremare" (1158) e sprofonda nel mare ingoiando spaventosamente tutti tranne La Spera ed il bambino, non possono non riecheggiare alla memoria le parole che molto prima il vecchio Tobba aveva pronunciato, quasi a sancire il patto d'alleanza tra I'uomo e l'isola: "L'isola non affondera, flnche ci staremo senza peccare" (1106).

Ma il patto non e stato rispettato perche, come ogni nascita, anche quella di una societa e legata al potere femminile di trasformazione e rigenerazione, che nella nuova colonia dopo un inizio promettente estato irrimediabilmente compromesso ed offeso. Questo eil peccato che I'isola, microcosmo mitico di rinascita, non ha potuto tollerare e sommergendo il nucleo umano nelle acque -con una vera metafora del Femminile -ha espulso da se il feto nato male e morto in partenza.

Nel contempo l'acqua, su cui rimane salva La Spera con il grido: "Ah Dio, io qua, sola, con te figlio, sulle acque!" (1158), eI'acqua primigenia della Genesi e del diluvio, di vita e di morte, su cui si celebra la sacralita della vita nella sua condizione originaria. Allora La Spera-come viene sottolineato nella didascalia-non e pin una donna qualsiasi ma la Madre, simbolo e metafora della vita, figura cosmica, soprapersonale e inalienabile come la Natura stessa.!"

Estremamente interessante a proposito del significato psicologico del "bambino" e l'interpretazione che ne da Tung: "II «fanciullo» esce dal grembo dell'inconscio, come sua creatura, generata dal fondo stesso della natura umana, 0 meglio, della natura viva ingenerale. Egli personifica Ie forze vitali di la dei limiti della coscienza, vie e possibilita di cui la coscienza, nella sua unilateralita, non ha sentore, e una totalita che abbraccia Ie profondita della natura. Egli rappresenta la tendenza piu forte e piu irriducibile di ogni esistente: quella di realizzare se stesso."!? Nell'immagine simbolica dell'apoteosi di Madre e figlio, archetipo dell'inconscio collettivo che nel Cristianesimo ritorna nella figura della Madonna con bambino, si manifesta quindi il senso piu profondo del messaggio pirandelliano come richiamo ai valori piu autentici dell'esistenza non solo suI piano sociale e culturale ma anche e soprattutto su quello psichico individuale.

Nel Femminile contemplato come "capacita di generare la luce e 10 spirito nella forma di spirito luminoso, il quale, malgrado tutte Ie trasformazioni e Ie catastrofi, e duraturo e immortale't.l" Pirandello inoltre ha anche raffigurato una categoria psichica che va rivalutata per consentire allo stato di coscienza indirizzato troppo unilateralmente della societa e dell'uomo contemporaneo di recuperare il contatto con Ie sue fonti vitali originarie.
"La nuova colonia" come metafora dell'afiiotaie dell'inconscio

Quando Pirandello in un'intervista rilasciata a Drioli afferma che La nuova colonia e "il mito del miracolo e della fede",16 ponendo a confronto la salvezza della "santa col bimbo" e la fine della "masnada di disperati", fa lui stesso un discorso di fede non tanto nel presente storico, quanta piuttosto in un avvenire che, pero, per sopravvivere dovra aver fatto delle scelte di valori. II parallelo tra il microcosmo umano dell'isola e la societa contemporanea e trasparente e mira, appunto, attraverso I'essenzialita di una ricostruzione di "quello che deve essere avvenuto sulla crosta terrestre nei primordii di tutte Ie epochev.!? a porre in evidenza i valori che sono stati da sempre alIa base di ogni consorzio umano e di ogni civilta, valori che si riassumono nella triade Natura-Vita-Madre, dove ciascuno dei tre elementi finisce in effetti con l'identificarsi con gli altri e tutti con I'essere un'unica cosa. II senso della vita come "flusso continuo, incandescente e indistinto" (Novelle I: 682) e sempre stato presente in Pirandello che gia nella novella "La trappola" (1912) scriveva: "Lavita eil vento, la vita eil mare, la vita eil fuoco, non la terra che si incrosta e assume forma" (682).

La tensione costante tra fluidita e rapprendimento, trasferita dallivello individuale a quello sociale, s'ingigantisce finendo col fagocitare il singolo nelle maglie delle infinite forme che ha la societa di imbrigliare, codificare e fissare l'individuo. Esignificativo, infatti, che uno dei temi pill ricorrenti nell'intera opera pirandelliana sia proprio il "gioco" del personaggio con Ie leggi e Ie convenzioni sociali, da La patente a Ma non euna cosa seria solo per citarne alcune.

Chiamando, quindi, "mito sociale" la propria opera con un sottotitolo che vi aggiunse solo nel1931, Pirandello intese andare oltre allo smascheramento di tutte Ie 'briglie' della societa, cosa che aveva da sempre fatto nelle sue opere, per trovare invece un nucleo di valori universali che, riscoperti nell'uomo e immersi nella compagine sociale, fornissero un nuovo slancio alIa societa stessa, come traspare chiaramente dal seguente passo:

Per molto tempo sono stato creduto un pessimista [...]. Ma non ero statocapito. [...]C'enellamiaartequasila voluttadicreareilterreno sotto i piedi ad ogni passo che viene mosso dai miei personaggi, e fra un passo e I'altro l'abisso .. .1 8

In effetti Pirandello nella Nuova colonia, nonostante tale programma, non riusci a superare il suo inveterato pessimismo storico ed indica l'unico vero riscatto possibile nel rapporto primigenio madre-figlio, che essendo natura e non societa eil pill disinteressato e il pill autentico sopra ed oltre ogni tipo di condizionamento, tutto il resto e costruzione, convenienza, interesse. Con il contrapporre nella Nuova colonia la vecchia e la nuova societa, Pirandello dimostra anche che I'impossibilita di rispettare appieno i valori dell'Uomo come individuo eintrinsecamente legata al concetto di contratto sociale, che per favorire il benessere del gruppo finisce con il sacrificare I'individualita del singolo. Questo pensiero pirandelliano e reso con grande efficacia dalla simbolica apoteosi finale: mentre la societa umana sprofonda e perisce, resta intatta suI mare la vita, che e l'unica cosa che conta e il cui mistero e racchiuso nella figura della Madre."?

Rappresentando I'illusorieta dell'utopia sociale, Pirandello non ha cambiato affatto, quindi, il suo messaggio rispetto aIle sue opere premitiche, ha solo mutato il modo di rappresentarlo. Invece che tramite il frantumamento della realta, 10 ha mostrato con il caso emblematico, immergendolo nella totalita dell'Utopia stessa. Allora la nuova societa dell'isola non e piu solo la ricostruzione di come nasce e si sviluppa una societa umana, ma e anche, per metafora, la condizione esistenziale stessa dell'Uomo.

Fin da questo primo mito si manifesta, quindi, una tendenza che proseguira anche negli altri successivi e cioe, mentre da un lato il pessimismo pirandelliano sembra toccare il fondo, dall'altro si riscatta appellandosi a quei modelli archetipici che possono indirizzare I'uomo moderno, confuso e disperso in una realta molteplice e senza senso apparente, e recuperando il senso assoluto e sacro della vita da opporre al relativo ed al triviale dilaganti.

Questo ci porta a quello che e, forse, 10 strato piu profondo del mito pirandelliano, come ha gia notato anche Algone, quando individua come conflitto di fondo della Nuova colonia "il contrasto fra uomo e donna, fra matriarcato e patriarcato" e come suo "specifico drammatico" la riscoperta della drammaticita nel "conflitto degli archetipi al posto del conflitto sociale", tramite un recupero dell'inconscio.s? Interpretazione che trova puntuale riscontro in quanto ribadisce in varie occasioni -anche se in termini diversi -Pirandello stesso durante l'ultima decade della sua vita. Nel suo "Discorso al Convegno «Volta>", per esempio, afferma:

[...]il teatro propone quasi a vero e proprio giudizio pubblico le azioni umane quali veramente sono, nella realta schietta e eterna che la fantasia dei poeti crea ad esempio e ammonimento della vita naturale cotidiana e confusa: libero e umano giudizio che efficacemente richiama le coscienze degli stessi giudici a una vita morale sempre pill alta e esigente (1007).

Quel "quali veramente sono, nella realta schietta e eterna" in uno scrittore come Pirandello, COS! consapevole delle apparenze e delle illusioni che la mente umana costantemente erea, non puo che riferirsi a quegli stessi archetipi, eterni ed universali, di cui aveva gia parlato anche nel suo lontano "Taccuino di Bonn" piu di quarant'anni prima

(Saggi 1189).

Che il recupero del materiale inconscio nella figura emblematica della Madre, oltre che l'esito di un processo interiore alIa scrittore stesso, si risolvesse anche in un messaggio per la collettivita, ce 10 confermano dunque non solo Ie sue dichiarazioni di poetica ma anche Ie sue stesse opere della tarda maturita, che acquistano ulteriore e estremamente significativa dimensione se poste nella prospettiva dell'Italia degli Anni Venti, ben avviata, almena negli intenti, verso la formazione di uno stato forte e virile basato sulle virtu patriarcali fasciste. Nella sua pratica artistica e nei miti in particolare Pirandello sembra piu e piu riaffermare l'esigenza di compensame la coscienza collettiva ripotenziando l'elemento opposto col celebrare l'apoteosi del Femminile. Molto utile a chiarire la funzione compensatrice della creazione artistica in chiave psicoanalitica e Iung: "In cia sta l'importanza sociale dell'arte: essa lavora continuamente all'educazione della spirito contemporaneo facendo sorgere Ie forme che pill gli difettano. Volgendo Ie spalle alIa manchevolezza presente, I'aspirazione dell'artista si ritrae, sino a raggiungere nel suo incosciente l'immagine primordiale che potra compensare nel modo pill efficace l'imperfezione e la parzialita della spirito contemporaneo. Essa s'impossessa di questa immagine, e traendola dalla pill profonda incoscienza per ravvicinarla alIa coscienza, ne modifica la forma in modo che essa possa essere accetta all'uomo d'oggi, a seconda delle sue capacita".21

L'inconscio, che era rivelato ma anche tenuto a bada dall'Umorismo, trovafinalmenteespressionenelmito, ancheseancoraparzialmente imbrigliato da un semiconscio tentativo dell'autore di indirizzarlo nel senso di un messaggio sociale, che stimoli e valorizzi quanto collettivamente estato sacrificato dal dilagante ed unidirezionale Logos epocale. La sfiducia di Pirandello nel sistema patriarcale-sia esso inteso come legge 0 anche come storia e percepito archetipicamente come Padre ostile e castrante-, acquista una nuova dimensione con l'esaltazione compensatoria del Femminile di cui, contrariamente al modello patriarcale, non sottolinea solo la valenza positiva ed esclusivamente materna.P ma anche l'intrinseca capacita di trasformazione spirituale. Nella Nuova colonia, infatti, compare gia anche l'aspetto trasformatore dell'archetipo Femminile che verra ancora di pill sviluppato negli altri due miti. La Spera infatti, pur venendo percepita dai suoi compagni principalmente come oggetto di fruizione sessuale 0 nei suoi aspetti materni dell'accudire e del curare 0 anche quale immagine sororale e di dispensatrice di cibo, e a tutti gli effetti il centro dinamico dell'intera azione sia nella sua spinta iniziale di redenzione che nel finale di distruzione e morte, operando quindi come l'elemento trasformatore ed il catalista per eccellenza.

Anche l'altro aspetto del Femminile, quello fagocitante e distruttore, che nella mentalita patriarcale viene rimosso perche temuto e reso quindi inaccettabile alIa coscienza, dal personaggio della Spera si estende all'isola. L'isola allora, quale metafora della capacita generativa e distruttiva insieme del Femminile-che altro non e se non la figurazione dell'inconscio-, diventa il giusto piedestallo su cui innalzare la celebrazione della vita organica e psichica che puo essere piena e totale solo con l'integrazione del suo opposto di distruzione e di morte. SuI minuscolo scoglio che galleggia sulla distesa infinita del mare originario nasce e s'afferma il primo nucleo di una nuova coscienza che vuole realizzare se stessa.

UNIVERSITY OF SOUTH AFRICA

OPERE DI PIRANDELLO CONSULTATE

Saggi, poesie, scritti vatii, a cura di M. Lo Vecchio-Musti, Milano: Mondadori, 1960.

Maschere nude, vol. II, Milano: Mondadori, 1962.

Novelle per un anno, voll. I-II, Milano: Mondadori, 1964.

NOTE

lSi noti la battuta significativa di Tobba nel primo atto: "L'isola non affondera, flnche ci staremo senza peccare" (1106). 2Cfr. Gilbert Durand, Le strutture antropo1ogiche dell'immaginario-Introduzione all'archetipo1ogia genera1e, tr. E. Catalano (Bari: Edizioni Dedalo, 1984) 241.

3Sinoti la connotazione di dispensatrice di vita 0 di morte che la barca assume agli occhi dei derelitti: "QUANTERBA. [...]Ti colera afondo anche prima dell'isola! -LA SPERA. Si vedra! Sara la prova! Afondo, oresuscitati!" (1083). Gia il superamento della paura di morire e una vittoria sulla via della rinascita.

4Cfr.I'intervista rilasciata da Pirandello a Alberto Cecchi, "La nuova colonia di Pirandello. Intervista con l'autore", 11 Tevere, 16 marzo 1928: "Dal nulla, dalla barbarie, dalla liberta senza freni e feroce, ecco nascere ineluttabilmente [...] quell'assestamento morale, spirituale e sociale senza il quale agli uomini non e possibile vivere in comunanza."

sCfr. Erich Neumann: "Una struttura che comprenda un capo e dei sottoposti poteva svilupparsi solo nel gruppo degli uomini", Stotia delle origini della coscienza, tr.

L. Agresti (Roma: Casa Editrice Astrolabio, 1978) 140.

6Neumann 137. Va precisato, tuttavia, che i concetti di 'maschile' e 'femminile' sono categorie psichiche secondo Neumann non necessariamente corrispondenti a uomo e donna: "La coscienza dell'Io ha come tale un carattere maschile anche nella donna, COS!comel'inconsciohauncaratterefemminileanchenell'uomo.[...]IIfemminile combatte come coscienza maschile-nella terminologia della psicologia analitica come animus-una parte della battaglia dell'eroe. Per il femminile pero questa tipo di lotta e l'unico e il definitivo" (56-7).

7Per il concetto junghiano di Ombra, cfr. anche Neumann, 262, 278,307.

8Neumann 170.

9"Come padre spaventoso che si contrappone all'eroe, il Maschile Terribile pub assumere due figure transpersonali: la potenza terrestre terribile e fallica, e il padrespirito spaventoso. Dal punto di vista psicologico il padre terrestre delle forze ctonie appartieneall'ambitodellaGrandeMadre. [...]Difattielei che governagli istintidell'inconscio [...];il PadreTerribilefallico esolo unsuo satelliteenonunprincipiomaschile di pari rango" (170).

IOPaoloPuppa, "La nuova colonia, ovvero il mito dell'attrice infelice", Quaderni di teatto: Pirandello tra scrittura e regia, IX, 34 (novembre 1986): 88. IICfr. Neumann, La Grande Madre. Fenomeno1ogia delle configutazioni femmini1i

dell'inconscio, tr. A. Vitolo (Roma: Casa Editrice Astrolabio, 1981) 327. 12Storia 375-6. 13La resa pirandelliana della Madre sola sulle acque sembra essere diametralmente

opposta a quella della Meretrice biblica, la Grande Prostituta apocalittica, in quanto quest'ultima rappresenta I'epitome del male e della corruzione (ovviamente resa con una immagine femminile in un testa come la Bibbia, che eespressione di una mentalita patriarcale), mentre nella Nuova colonia essa sta per il simbolo della vita sempre risorgente.

14In C. Gustav lung/Karoly Kerenyi, Prolegomeni allo studio scientiiico della mitologia, tr. A. Brelich (Torino: Bollati Boringhieri, 1990) 135.

lsNeumann, La Grande Madre 317.

16"La nuova colonia e Lazzaro; i nuovi lavori di Pirandello nel pensiero dell'autore", Gazzetta del popolo, 12 giugno 1926. Pirandello spiegando il senso della propria opera, afferma: "[...] l'isola crolla nel mare, disperdendo cosi tutta la masnada dei disperati: rna uno scalo resta emerso, ela vetta ultima sulla quale la «santa» col bimbo si salva. E ancora una volta rinasce il mito del miracolo e della fede".

17Cfr. intervista rilasciata a Cecchi.

18Citato da Gaspare Giudice, Luigi Pirandello (Torino: UTET, 1963) 496-7.

19Pur essendo quella della Madre una figura di primaria importanza anche nella mitologia fascista, esiste una fondamentale differenza rispetto al mito pirandelliano. Tale differenza, che risiede nello spirito che pervade l'apoteosi finale della Nuova colonia, e chiarito ulteriormente dalle implicite premesse dell'opera: la Madre fascista, infatti, e unicamente la madre e la sposa esemplare dei Padri, mentre quella pirandelliana distrugge la struttura patriarcale per affermare la vita, indipendentemente dai Padri.

2oRoberto Alonge, Pirandello tra realismo e tnistiiicazione (Napoli: Guida Editori,

1977) 307-8.

21In Neumann, Storia 327-8.

22Per una discussione approfondita dell/irreconciliabile dicotomia amante-madre in Pirandello che ci trova solo parzialmente d'accordo, cfr. Roberto Alonge, "Madri, puttane, schiave e uomini soli nel teatro di Pirandello", Quaderni del Vittoriale, 36 (nov.-die. 1982): 93-109.

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